Palestra
2025
Palestra
2025
Siamo in periferia, un territorio fatto di strada e poco marciapiede. Strade a scorrimento veloce che lasciano poco spazio ad un ritmo lento e rigenerante. Isochinetik occupa uno spazio discreto in questo quartiere, sta lì, quasi in sordina, su una strada grigia di smog ma anche aperta al verde del terreno di fronte.
Varcando la soglia si è immersi in un’esperienza sensoriale inaspettata, complice anche la fragranza scelta per sottolineare questo passaggio. Si tratta di un piccolo ingresso con desk reception in cui dialogano design, arte, competenza e savoir-faire.




Siamo in periferia, un territorio fatto di strada e poco marciapiede. Strade a scorrimento veloce che lasciano poco spazio ad un ritmo lento e rigenerante.
Isochinetik occupa uno spazio discreto in questo quartiere, sta lì, quasi in sordina, su una strada grigia di smog ma anche aperta al verde del terreno di fronte.
Varcando la soglia si è immersi in un’esperienza sensoriale inaspettata, complice anche la fragranza scelta per sottolineare questo passaggio. Si tratta di un piccolo ingresso con desk reception in cui dialogano design, arte, competenza e savoir-faire.




La complicità tra vetro retrolaccato nero e la placida trasparenza del vetro fumè, combinata alla carta da parati simil moiré in equilibrio tra sapienza e casualità porta colore e movimento alle pareti. Il disegno della carta marezzato in continua evoluzione è frutto del movimento impresso al tessuto dalla mano dall'artigiano. Vibrante e luminoso, il motivo libero e imprevedibile non consente l’allineamento del disegno sui diversi teli quando accostati. Ad impreziosire la scena il soffitto nero e le sospensioni in superoro satinato che, sapientemente dotate di faretti dal raggio stretto, collaborano a costruire una sorta di poetica dell’installazione che diventa presagio di bel racconto.
La complicità tra vetro retrolaccato nero e la placida trasparenza del vetro fumè, combinata alla carta da parati simil moiré in equilibrio tra sapienza e casualità porta colore e movimento alle pareti.
Il disegno della carta marezzato in continua evoluzione è frutto del movimento impresso al tessuto dalla mano dall'artigiano. Vibrante e luminoso, il motivo libero e imprevedibile non consente l’allineamento del disegno sui diversi teli quando accostati.
Ad impreziosire la scena il soffitto nero e le sospensioni in superoro satinato che, sapientemente dotate di faretti dal raggio stretto, collaborano a costruire una sorta di poetica dell’installazione che diventa presagio di bel racconto.
Francesco è un chinesiologo che crede fortemente nel binomio “eccellenza & coerenza” e mi ha chiesto di trasformare questo luogo in un tempio di benessere.
Francesco è un chinesiologo che crede fortemente nel binomio “eccellenza & coerenza” e mi ha chiesto di trasformare questo luogo in un tempio di benessere.
Nasce SECONDO TEMPO, un cambio di scena, un progetto che segue l’evoluzione di uno stile di lavoro.
Nasce SECONDO TEMPO, un cambio di scena, un progetto che segue l’evoluzione di uno stile di lavoro.
Francesco mi ha chiesto di rendere questo luogo accattivante e foriero della professionalità sua e dei suoi collaboratori. È stato necessario individuare uno stile che permettesse alla nostra vocazione di distinguersi dalla massa. Ho composto il progetto traducendo in “performance” i desideri del committente a partire dalla definizione dei materiali e dei colori.
Il blu del logo iniziale, seppure desaturato, è rimasto nelle pareti e nella carta da parati come sofisticata traccia di un ricco vissuto. Il calore della boiserie in legno dialoga col soffitto nero che amplifica e dilata gli ambienti. Gli arredi su disegno, e gli specchi dalle forme morbide e avvolgenti, aggiungono intimità ed eleganza allo spazio. Nella bellezza dello spazio cresce la qualità del tempo. Etica ed estetica a confronto determinano un ambiente sofisticato.




Francesco mi ha chiesto di rendere questo luogo accattivante e foriero della professionalità sua e dei suoi collaboratori.
È stato necessario individuare uno stile che permettesse alla nostra vocazione di distinguersi dalla massa. Ho composto il progetto traducendo in “performance” i desideri del committente a partire dalla definizione dei materiali e dei colori.
Il blu del logo iniziale, seppure desaturato, è rimasto nelle pareti e nella carta da parati come sofisticata traccia di un ricco vissuto.
Il calore della boiserie in legno dialoga col soffitto nero che amplifica e dilata gli ambienti. Gli arredi su disegno, e gli specchi dalle forme morbide e avvolgenti, aggiungono intimità ed eleganza allo spazio.
Nella bellezza dello spazio cresce la qualità del tempo. Etica ed estetica a confronto determinano un ambiente sofisticato.




Entrando si è accolti dal sorriso di Rosalba che con serenità traghetta i clienti verso i propri percorsi individuali. Nella reception si ha la sensazione di essere entrati in uno scrigno prezioso in cui due poltrone giallo ocra rendono vivace l’atmosfera. Lo studio di Francesco sintetizza il progetto proponendo al suo interno l’alternanza tra boiserie e carta da parati in un gioco di riflessi garantito dalla porta d’ingresso e dalla finestra sulla sala attrezzi, entrambe caratterizzate dal vetro fumè.
Entrando si è accolti dal sorriso di Rosalba che con serenità traghetta i clienti verso i propri percorsi individuali. Nella reception si ha la sensazione di essere entrati in uno scrigno prezioso in cui due poltrone giallo ocra rendono vivace l’atmosfera.
Lo studio di Francesco sintetizza il progetto proponendo al suo interno l’alternanza tra boiserie e carta da parati in un gioco di riflessi garantito dalla porta d’ingresso e dalla finestra sulla sala attrezzi, entrambe caratterizzate dal vetro fumè.